La Nostra Bella Italia
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La Sardegna è un piccolo paradiso nel cuore del Mediterraneo, fuori dal tempo e dallo spazio. 
Le sue coste e le sue candide spiagge sono quanto tutti ammirano e conoscono, ma l'equazione tra Sardegna e mare è riduttiva: c’è molto di più da scoprire ed esplorare, tra città, paesi e borghi, un entroterra affascinante, oltre a tradizioni, ospitalità e cucina. Non tutti sanno poi che la Sardegna detiene il primato a livello mondiale in quanto a densità e numero di siti archeologici nel territorio, oltre ad essere la regione italiana con la maggiore concentrazione di chilometri di costa ( 25% ) e siti archeologici ( 18,4%). Sono insomma infinite le sfaccettature della Sardegna, quella pietra preziosa dal nome antico di Ichnusa, che evoca la forma del sandalo del Creatore, alla cui impronta si deve il nome Sandalia.

Il capoluogo è Cagliari, nel Sud: è una città antichissima, tra le più antiche non solo della Sardegna ma dell’Italia intera. È una città piena di vita, dallo splendido fronte sul porto, abbellito da costruzioni pregevoli. È sorprendente sapere che la città ha in comune con Roma, Lisbona, Praga e Istanbul il fatto di essere stata costruita su sette colli calcarei che identificano altrettanti quartieri cittadini. Il Poetto, la spiagga dei cagliaritani, si estende per circa 12 km, dalla sella del Diavolo sino all'inizio del litorale di Quartu Sant'Elena, dove prende il nome di Spiaggia di Quartu.

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Proseguendo lungo la strada panoramica che da Quartu arriva fino a Muravera si incontrano luoghi dalle acque cristalline come Mari Pintau (in Sardo, "mare dipinto"), sino ad arrivare alla più famosa Villasimius, immersa nella macchia mediterranea: tra le spiagge più belle, Porto sa Ruxi, Campus e Campulongu, la spiaggia del Riso, Cala Caterina, Porto Giunco, il lago di Notteri con i fenicotteri rosa e con la sua nota Punta Molentis, terminando a Costa Rei, dove si trova il famoso "Scoglio di Peppino".
Percorrendo la strada SS 195 che dal porto di Cagliari arriva fino a Teulada, si incontra la cittadina di Nora, sorta nei pressi di preesistenti insediamenti nuragici, poi punica e romana, capitale del popolo dei Noritani. Poi, la spiaggia di Chia e le sue dune protette, la spiaggia de Su Giudeu, circondata da un lago salato dove nidificano ogni anno centinaia di fenicotteri rosa, considerata una della più belle destinazioni del mondo, mentre l'isola di Tuerredda, con l'omonima spiaggia, è inserita tra i capolavori del Mediterraneo dalle riviste specializzate e rappresenta il gioiello del Sud-ovest della Sardegna, un mix di mare cristallino, sabbia soffice e profumi mediterranei.

Proseguendo sulla costa Sud-occidentale, a mezz'ora di traghetto dalla terraferma, si trova l'isola di San Pietro, meglio nota con il nome di Carloforte, unico centro abitato dell'isola. Luogo tranquillo, molto piacevole, con piccole e graziose spiagge e strette viuzze, un dialetto proprio che è una variante del ligure, testimonianza della sua storia, unica in Sardegna.

Il mare che circonda la Sardegna regala le più belle tavolozze cromatiche, tanti luoghi meravigliosi e unici al mondo, come le celebratissime “cale”: Cala Mariolu, Cala Goritzè, Baunei nell’Ogliastra e, ancora, il golfo di Orosei con Cala Luna, Cala Gonone e le famose Grotte del Bue Marino, con il loro stupefacente gioco di stalattiti e stalagmiti riflesso nell'acqua. E appena nell'entroterra, luoghi noti per i loro prodotti gastronomici, di artigianato e per le aree archeologiche: Tiscali e Serra Orrios, le foreste di Suttaterra e Ghivine, il fiume Cedrino e la gola di Su Gorroppu, nel cuore del Supramonte, il canyon più profondo dell’isola e uno dei più profondi in Europa.

Lungo la costa nella parte nord-orientale dell’isola, la Gallura, si incontra Capo Coda Cavallo, una lingua di roccia granitica che si estende in un tratto di mare riparato dall’isola di Tavolara, dalle rocce di Molara e dall’isolotto di Proratora, paradiso dei diver. È un’area di 15.000 ettari di mare protetti per il loro valore naturalistico. Salendo ancora si trova l'arcipelago de La Maddalena, con un insieme di piccole isole protette, e ciò che ha reso la Sardegna conosciuta in tutto il mondo, ossia la splendida Costa Smeralda.

Ritornando verso la parte Nord-occidentale dell'isola ci si meraviglia con Stintino e l'Isola dell'Asinara, con la spiaggia della Pelosa e la Pelosetta, una piccolissima insenatura con il mare dai colori commoventi.
Scendendo si incontra Alghero, a Nord-ovest, orgogliosa delle tracce del suo passato catalano, che ancora oggi segna il suo dialetto. Un suggestivo centro storico in stile gotico ,che include la Cattedrale di Santa Maria, Palazzo Guillot e la Chiesa di San Francesco del XIV secolo, il Museo del Corallo e una lunga insenatura naturale che si affaccia sul mare smeraldo sono i punti di forza di questa città costiera.

Percorrendo la strada costiera verso la penisola del Sinis si trova un incantevole borgo dove tradizione e modernità si fondono e infondono curiosità e fascino: Bosa. La prima indelebile immagine di Bosa sarà il quartiere storico di sa Costa, fatto di case variopinte che si inerpicano sulle pendici del colle di Serravalle, dominato dal castello dei Malaspina, risalente al XII secolo.

La Sardegna offre itinerari e paesaggi che spaziano incredibilmente: inoltrandosi nell’entroterra nella parte centromeridionale si trova la piana della Giara di Gesturi, nota anche come Sa Jara Manna, che ospita una specie rara di cavallini selvatici chiamati i “Cavallini della Giara”. È un'area importante poiché ospita monumenti archeologici come il celebre nuraghe di Barumini, Su Nuraxi, Patrimonio dell’Umanità dal 1997.
In questa regione ci sono poi paesi e borghi con tradizioni immutate e conservate gelosamente, come a Mamoiada e Orgosolo, due luoghi della tradizione nel cuore dell’isola, la Barbagia, in provincia di Nuoro. Orgosolo è nota per i suoi murales (circa 150), mentre Mamoiada per le sue tipiche maschere del carnevale. I borghi medievali sono sparsi un po’ ovunque: Castelsardo, Atzara, Tempio Pausania.

Gli appassionati di misteri archeologici trovano pane per i loro denti presso il già citato villaggio nuragico di Su Nuraxi (Barumini), presso le rovine di Tharros, città fenicia vicino ad Oristano, presso l'affascinante pozzo sacro di Santa Cristina e nel complesso archeologico di Pranu Muttedu, dove si può trovare la più alta concentrazione di menhir e megaliti dell’isola e la foresta pietrificata di Martis.

 
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Ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso

Fabrizio de Andrè


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Curiosità e cose utili da sapere

Il cibo racconta un territorio e in Sardegna questo è particolarmente vero: qualità dei prodotti, preparazione e gusto delle pietanze hanno un valore che va oltre la bontà e sono espressione di una tradizione millenaria. L'isola è patria di tanti prodotti tradizionali, dal pecorino al carciofo spinoso, dallo zafferano alla bottarga. Il pane è una specialità: dal coccoi al civraxiu, dal pan'e gherda al carasau, ed è anche base di diverse le pietanze, come il pane frattau e la zuppa gallurese. Fra i primi troviamo sa fregula e malloreddus, la pasta fresca come culurgiones, filindeu e lorighittas, mentre fra i secondi di carne spiccano l'arrosto di maialino da latte (porceddu), l'agnello o il capretto “sa cardula”, la pecora in cappotto (pecora bollita). Immancabile il pesce, l'aragosta, le anguille alla brace e il tonno cucinato in mille modi. Anche i formaggi si declinano con varietà, dal pecorino stagionato o fresco al caglio di capretto e su casu marzu, e sono alla base di dolci come le seadas e le pardulas.
Ogni territorio ha poi un suo vino tipico: in Gallura c'è il famoso vermentino, il Cannonau nel nuorese, il Cagnulari ad Alghero, la Malvasia a Bosa, la vernaccia a Oristano.
E, infine, due prodotti unici: il mirto, dal gusto amabile e dal profumo gradevole che evoca quello della macchia mediterranea, e il filu 'e ferru, acquavite che deve il suo caratteristico nome alla pratica di seppellire le bottiglie prodotte clandestinamente lasciando un filo di ferro a sfioro col terreno per ritrovarle.

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