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la leggendaria route 66 self drive di 22 giorni21 notti

La leggendaria Route 66 - Self drive di 22 giorni/21 notti

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Un viaggio che segue una linea leggendaria, tracciata sull'asfalto e nell'immaginario collettivo nei suoi cento anni di storia. La Route 66 accompagna attraverso città simbolo, paesaggi smisurati e icone culturali che raccontano l'anima più autentica degli Stati Uniti. Un itinerario che è strada, racconto e memoria condivisa.

ITINERARIO: Chicago – Springfield (IL) – St. Louis – Springfield (MO) – Tulsa – Oklahoma City – Amarillo – Tucumcari – Santa Fe – Albuquerque – Gallup – Winslow – Flagstaff – Kingman – Barstow – Santa Monica – Los Angeles

  • percorrere integralmente la Route 66 storica, tra diner, stazioni di servizio d'epoca e cittadine senza tempo
  • immergersi nell'America dei grandi spazi, dai deserti del Sud-Ovest ai canyon scolpiti dal tempo
  • vivere l'immaginario culturale statunitense tra musica, cinema, architettura e miti on the road

  • Giorno 1

    CHICAGO
    Arrivo all'aeroporto internazionale di Chicago. Ritiro dell'auto a noleggio e trasferimento in hotel. Tempo libero a disposizione per un primo approccio alla città, affacciata sul Lago Michigan e nota per l'architettura moderna, la scena musicale blues e jazz e i quartieri storici. Pernottamento in hotel a Chicago.

  • Giorno 2

    CHICAGO
    La giornata permette di immergersi nei simboli architettonici e culturali della città. Si parte dal punto ufficiale di inizio della Route 66 all'incrocio tra East Adams Street e South Michigan Avenue, nei pressi dell'Art Institute of Chicago. Si consiglia una navigazione sul Chicago River per osservare i grattacieli da una prospettiva privilegiata e una passeggiata lungo la Magnificent Mile per shopping e ristorazione. È possibile salire allo Skydeck Chicago e alla terrazza 360 CHICAGO: il primo offre vedute lontane della città, il secondo consente di osservare da vicino il lago, la Magnificent Mile e la fitta trama urbana. Scegliere un punto panoramico di giorno e l'altro la sera permette di cogliere sia la scena urbana illuminata sia la metropoli nella sua dimensione notturna. La città è anche capitale della comicità improvvisata: si consiglia uno spettacolo al Second City, trampolino di lancio di artisti come Bill Murray, Tina Fey o John Belushi. La serata può concludersi ascoltando jazz dal vivo, esperienza essenziale della cultura di Chicago. Pernottamento.

  • Giorno 3

    CHICAGO – DWIGHT – ODELL – JOLIET – PONTIAC – LINCOLN – SPRINGFIELD (324 km)
    La giornata può cominciare da Lou Mitchell's, considerato il primo vero punto di partenza della Mother Road: aperto da oltre un secolo e primo locale di Chicago a servire colazioni tutto il giorno, è la sosta rituale della Route 66. L'itinerario prosegue seguendo le tracce dei viaggiatori che, dall'inizio del Novecento, hanno percorso la strada verso ovest. Lungo il tragitto si incontrano due stazioni di servizio storiche restaurate, la Ambler's Texaco Gas Station di Dwight, conservata nel suo design anni Trenta con pompe d'epoca, e la Standard Oil Gasoline Station di Odell, oggi centro visitatori e punto di riferimento per appassionati della Mother Road, dove si apprende la storia della stazione attraverso visite guidate. A Joliet si scoprono ulteriori legami con la cultura pop: il Joliet Area Historical Museum, premiato come Illinois Museum of the Year 2025, ospita il Route 66 Welcome Center con riproduzioni a grandezza naturale dei Blues Brothers e un'ampia selezione di memorabilia. La città offre anche la possibilità di visitare la Old Joliet Prison, location iconica dei film The Blues Brothers e della serie Prison Break. Per la serata si consiglia il suggestivo Rialto Square Theatre, costruito come teatro di vaudeville e cinema nel 1926, perfetto per assistere a musical, spettacoli teatrali o concerti. A Pontiac si suggerisce di visitare il Route 66 Hall of Fame, che espone migliaia di oggetti dedicati alla storia della strada organizzati per aree geografiche, e il Pontiac–Oakland Automobile Museum, che conserva vetture storiche rappresentative di un secolo di viaggi lungo la Route 66. A Lincoln si può visitare il Mill Museum on 66, riconoscibile dalla struttura a mulino in stile olandese, aperto nel 1929 come ristorante e oggi custode di collezioni legate alla Mother Road e alle attività che negli anni hanno animato l'edificio. Giunti a Springfield si percorre la Historic Brick Road, tratto originale della strada composto da 1, 4 miglia di mattoni posati a mano. La visita prosegue allo Shea's Gas Station Museum, dove si possono osservare l'esterno restaurato e le pompe di benzina tradizionali, oltre a uno dei Wayside Exhibits che illustrano la storia dei luoghi chiave lungo la Route 66. Si consiglia infine il Route 66 Mural Trail, con murales colorati dedicati all'iconografia della Mother Road. Springfield fu la città in cui Abraham Lincoln visse per 17 anni; all'Ace Sign Museum si possono ammirare numerose insegne storiche, inclusa quella del luogo dove il presidente pronunciò il suo discorso di addio. La giornata può concludersi presso il Route 66 Motorheads Bar & Grill Museum and Entertainment Complex, creato per appassionati di motori e memorabilia, e al Route 66 Twin Drive-In per un film sotto le stelle.

  • Giorno 4

    SPRINGFIELD – MAPLEWOOD – ST. LOUIS (158 km)
    Si lascia Springfield per dirigersi verso Maplewood, dove tra il 1926 e il 1933 la Route 66 attraversava le vie della cittadina. Lungo Manchester Avenue si osservano targhe commemorative dedicate alle attività commerciali che servivano i viaggiatori della Mother Road. Si raggiunge poi St. Louis, base della giornata, facendo tappa all'Old Chain of Rocks Bridge, originario attraversamento sul Mississippi lungo la Route 66, oggi chiuso al traffico ma aperto ai visitatori. Per gli appassionati di motori si consiglia il National Museum of Transportation, con la più vasta collezione di mezzi di trasporto al mondo, che include anche una locomotiva a vapore e il primo caccia Super Hornet costruito da Boeing. È inoltre possibile visitare il St. Louis Car Museum, ricco di auto classiche e da collezione. Il Neon Museum of St. Louis propone un percorso nostalgico tra le insegne al neon che un tempo illuminavano la strada, mentre il Visitor Center del Route 66 State Park espone memorabilia e souvenir originali della Route 66. Per la serata St. Louis offre numerosi locali storici. Carl's Drive-In, attivo da 60 anni, propone root beer, hamburger e hot dog in un'atmosfera autentica. Il Village Bar è noto per il suo carattere familiare, mentre il Big Chief Roadhouse è uno degli ultimi ristoranti full-service originali lungo la Route 66. Per dessert si consiglia il Donut Drive-In o il celebre Ted Drewes Frozen Custard, tradizione cittadina dal 1959.

  • Giorno 5

    ST. LOUIS – PACIFIC – ST. CLAIR – SULLIVAN – STANTON – CUBA – FANNING – ROLLA – DEVIL'S ELBOW – ST. ROBERT – WAYNESVILLE – CONWAY – SPRINGFIELD, MISSOURI (349 km)
    Si parte da St. Loius per raggiungere Pacific, che celebra l'eredità della Route 66 con un grande scudo commemorativo. A St. Clair si osserva l'edificio della International Shoe Company, simbolo industriale degli anni Venti. Si prosegue fino a Sullivan, dove si incontrano 27 idranti decorati con motivi dedicati alle città e ai luoghi simbolo della Route 66. A Stanton si consiglia la visita delle Meramec Caverns, famose per uno spettacolo luminoso che illumina le pareti calcaree sulle note di “God Bless America”. A Cuba, chiamata “Route 66 Mural City”, si ammirano 14 grandi murales dedicati alla storia locale e nazionale, inclusa la visita di Harry Truman e Amelia Earhart. A Fanning si trova la Red Rocker, una sedia a dondolo alta oltre 42 piedi, la seconda più grande del mondo. A Rolla, invece, si può visitare la replica in scala 1:2 di Stonehenge presso la Missouri University of Science and Technology. Proseguendo verso Devil's Elbow si attraversa l'omonimo ponte del 1923, perfettamente contestualizzato nel paesaggio. A St. Robert si può visitare il Route 66 Neon Park, museo a cielo aperto con insegne vintage. Per un'esperienza eccentrica si può sostare all'Uranus Sideshow Museum, che espone memorabilia e curiosità circensi e ospita spettacoli dal vivo; la Uranus Fudge Factory è nota per i suoi dolci artigianali. Si attraversa Waynesville, dove si avvista il Frog Rock, un masso scolpito e dipinto a forma di rana, e si può visitare la Old Stagecoach Stop, edificio del 1850 che nel tempo fu stazione di posta, taverna, ospedale militare e ufficio postale, oggi museo. Nei pressi si osservano due ponti storici, il Roubidoux Bridge e il Gasconade River Bridge, che illustrano l'ingegneria stradale degli anni Venti. A Lebanon si consiglia il Route 66 Museum con ricostruzioni di diner e stazioni di servizio degli anni Cinquanta. A Conway si trova il Route 66 Welcome Center, con aree picnic ispirate alle architetture tipiche della Mother Road e mappe per pianificare il viaggio. Si raggiunge Springfield, Missouri, dove si consiglia il Route 66 Car Museum, ricco di auto classiche e vetture comparse in film come Batman e Ritorno al Futuro, e il History Museum on the Square, che racconta la storia locale e il ruolo cruciale della città nella denominazione della Route 66. Pernottamento.

  • Giorno 6

    SPRINGFIELD, MISSOURI – ASH GROVE – MILLER – AVILLA – CARTHAGE – JOPLIN – GALENA – BAXTER SPRINGS – COMMERCE – MIAMI – VINITA – CHELSEA – CATOOSA – TULSA (291 km)
    Prima della partenza si consiglia una visita al Route 66 Springfield Visitor Center. L'itinerario conduce ad una replica della stazione Sinclair degli anni Trenta, con pompe di benzina originali e memorabilia. Segue la Spencer Station di Miller, edificata nel 1926 come emporio, garage, caffè e barbiere, oggi in corso di restauro per i viaggiatori della Route 66. Ad Avilla, piccolo centro definito "living ghost town”, si osservano murales e l'ufficio postale del 1915, esempio di architettura americana del primo Novecento. A Carthage si trova lo storico 66 Drive-In Theatre, aperto nel 1949, dove è possibile assistere a proiezioni in stile retrò. A Joplin si può visitare il Route 66 Mural Park, con due grandi murales dedicati all'iconografia della strada, incluso un mosaico che raffigura una mappa della Route 66. Al confine con il Kansas si attraversa un segnalatore giallo ispirato al Mago di Oz. A Galena si può sostare presso Cars on the Route, dove si ammira il carro attrezzi che ha ispirato il personaggio di Tow Mater nel film Cars, e si attraversa il Galena Drive-Thru Arch, decorato con girasoli. A Baxter Springs si osserva l'unico Rainbow Bridge superstite della Route 66, costruito con un caratteristico arco Marsh, e un grande murale storico di 100 piedi dedicato al passato cittadino. Il Kansas Route 66 Visitor Center, ricavato da una stazione di servizio degli anni Trenta, consente di approfondire la storia della Mother Road. In Oklahoma si incontra la Allen's Conoco Fillin' Station a Commerce, costruita direttamente nel muro di un edificio e nota come “Hole in the Wall Station”. A Miami si passa sotto il Gateway Sign e si percorre la più lunga Main Street della Route 66. A Vinita si è accolti dalla statua Big Bill Muffler Man, alta 21 piedi, davanti all'Hi-Way Café. A Chelsea si attraversa il Pedestrian Underpass con un grande murale storico. A Catoosa si visita il celebre Blue Whale, simbolo della Route 66, e il Catoosa Historical Museum, ricco di oggetti che ricordano la storia locale. Il D.W. Correll Museum ospita auto d'epoca, pompe di benzina storiche e collezioni mineralogiche internazionali. Arrivo a Tulsa per il pernottamento.

  • Giorno 7

    TULSA
    La giornata di stop in città consente di esplorare con calma i quartieri storici e creativi. Al Tulsa Visitor Center si ottengono mappe e suggerimenti. Nel Meadow Gold District si trovano negozi di cimeli della Mother Road e murales all'aperto. Nel Tulsa Market District si osservano insegne al neon e si visita il Mother Road Market, premiato come miglior food hall degli Stati Uniti, che include un minigolf a tema Route 66. Nel Blue Dome District, l'edificio che serviva come stazione 24 ore per i viaggiatori della Route 66, è oggi simbolo del quartiere. Nel Greenwood District, noto come “Black Wall Street”, sculture e installazioni come la Tower of Reconciliation raccontano la storia afroamericana e ricordano il massacro di Tulsa del 1921. Il Kendall Whittier District ospita l'Oklahoma Walk of Fame, dedicato a celebrità come Brad Pitt e Ron Howard. Al Route 66 Historical Village è possibile acquistare un mattone inciso per lasciare un segno simbolico lungo la Mother Road. Percorrendo Route 66 Main Street si scopre il luogo in cui fu scoperto il petrolio nella contea di Tulsa. Nel Gateway District si ammira la grande scultura Route 66 Rising. L'installazione East Meets West: Symbolic Route 66 Midpoint raffigura un carro trainato da cavalli accanto a un'automobile, con statue a grandezza naturale che rappresentano Cyrus Avery, il “padre della Route 66”, e la sua famiglia. Accanto si trova il Cyrus Avery Memorial Bridge, ex ponte dell'Eleventh Street che portava la Route 66 sopra l'Arkansas River. Pernottamento.

  • Giorno 8

    TULSA – SAPULPA - STROUD – DAVENPORT – CHANDLER – WARWICK – ARCADIA – OKLAHOMA CITY (circa 180 km)
    Si parte da Tulsa in direzione di Oklahoma City. Prima sosta consigliata a Sapulpa, tappa imperdibile per gli appassionati di motori: si consiglia di visitare Gasoline Alley Classics, ospitato in un'ex fabbrica della Ford e oggi ricco di memorabilia automobilistici d'epoca, e successivamente il Heart of Route 66 Auto Museum, con una notevole collezione di automobili classiche e vintage che celebrano l'età dell'oro della strada. Si prosegue verso Stroud, dove una sosta presso il leggendario Rock Café è vivamente consigliata. Attivo dal 1950, questo iconico diner rappresenta un'importante riferimento nella storia della Route 66: la sua proprietaria ha ispirato il personaggio di Sally nel film Cars della Pixar. Lungo l'itinerario si attraversa Davenport, dove si può passeggiare lungo l'inconfondibile strada lastricata in mattoni rossi e ammirare il più alto murale della Route 66. Il murale del Land Run del 1891 rappresenta in modo vivido uno degli episodi storici più importanti dell'Oklahoma. Proseguendo verso Ovest, a Chandler si consiglia di visitare il Route 66 Interpretive Center, che illustra il ruolo dell'Oklahoma nel plasmare l'immaginario visivo e sonoro della Route 66, dagli anni '20 fino a oggi. Poco distante, McJerry's Route 66 Gallery espone opere artistiche che rendono omaggio alla Mother Road. A Warwick, si incontra il Seaba Station Motorcycle Museum, che permette di ripercorrere la storia del motociclismo con esemplari risalenti al 1908. Sulla strada per Arcadia, sulla destra appare il celebre Arcadia Round Barn, costruito nel 1898: è l'unico fienile circolare in legno dell'Oklahoma. Poco dopo si incontra il popolarissimo Pops 66 Soda Ranch, facilmente riconoscibile dalla bottiglia alta 66 piedi che si staglia all'esterno. Al suo interno, centinaia di bibite vintage americane colorano gli scaffali. L'arrivo a Oklahoma City è previsto nel tardo pomeriggio o in serata. In città, si consiglia di cercare la Milk Bottle Grocery, storica struttura sormontata da un'enorme bottiglia di latte, oppure assistere a uno spettacolo al Tower Theatre, uno dei più antichi cinema dell'Oklahoma City, inaugurato nel 1937 e oggi completamente restaurato. Per i cinefili, anche il Will Rogers Theatre, aperto nel 1946, offre un'interessante hall decorata con un grande murale dedicato alla vita dell'attore Will Rogers, “figlio prediletto dell'Oklahoma”. Per una visita più culturale, si suggerisce una sosta al The Oklahoma State Capitol, che unisce arte, storia e istituzioni governative in un percorso espositivo accessibile al pubblico. Pernottamento.

  • Giorno 9

    OKLAHOMA CITY – YUKON – EL RENO – CALUMET – BRIDGEPORT – HYDRO – CLINTON – ELK CITY – SHAMROCK – MCLEAN – AMARILLO (circa 420 km)
    Si consiglia di iniziare la giornata con una visita al National Cowboy & Western Heritage Museum, un punto di riferimento per conoscere la cultura e la storia del West americano. Le gallerie interattive raccontano l'universo dei cowboy, dei rodei e delle culture native americane, con una suggestiva ricostruzione di una cittadina dell'Ottocento. Chi desidera approfondire la storia dello stato può visitare anche l'Oklahoma History Center. Sempre in città, merita una sosta il Gold Dome Building, insolita costruzione a cupola dorata degli anni Cinquanta. Per una colazione o uno spuntino, il Classen Grill è famoso per le spremute fresche, la colazione americana e piatti d'ispirazione messicana, mentre il Cheever's Café propone specialità del Sud-Ovest. Prima di lasciare la città, si può fare tappa al Lake Overholser Bridge, costruito nel 1924 e oggi aperto solo al traffico pedonale. Era il ponte originale della Route 66 per uscire da Oklahoma City.
    Proseguendo verso Yukon, si attraversa la sua vivace Main Street, decorata con colorati murales. Poco oltre, El Reno è nota per essere il crocevia tra la Route 66 e la U.S. Route 81, entrambe nate nel 1926. All'incrocio si trova The Filling Station, una stazione di servizio degli anni Trenta restaurata, con esposizione di auto d'epoca. Si continua per Calumet, dove si può ammirare l'enorme muffler man nativo americano, una figura colossale che domina il paesaggio. Poco più avanti, a Bridgeport, si attraversa il Pony Bridge, il ponte più lungo della Route 66 in Oklahoma, reso celebre anche dal film Furore. A Hydro si trova un'altra stazione storica: Lucille's Historic Gas Station, con pompe di benzina vintage e l'architettura restaurata in stile anni Quaranta, ideale per una sosta fotografica. Proseguendo, Clinton ospita il coinvolgente Oklahoma Route 66 Museum, che racconta la storia della Route 66 attraverso i decenni con oggetti originali, allestimenti immersivi e memorabilia d'epoca. A Elk City, invece, si può visitare il National Route 66 Museum, parte di un complesso che comprende anche una sala cinematografica drive-in dove ci si può sedere su una vera auto d'epoca per guardare filmati vintage.
    Entrati in Texas, la prima tappa è Shamrock, dove si può visitare il Pioneer West Museum, che espone cimeli dei pionieri americani e manufatti nativi. Imperdibile la sosta all'U-Drop Inn, una stazione Art Déco dove si dice abbia mangiato anche Elvis Presley: oggi è restaurata e ospita un centro visitatori. Da qui si raggiunge McLean, autodefinitasi “Heart of Old Route 66”. Qui si trova una stazione Philips 66 restaurata degli anni Venti, in stile cottage, con pompe arancioni brillanti. A pochi passi, il Devil's Rope and Route 66 Museum offre un percorso curioso e originale tra cimeli del Dust Bowl,  una serie di tempeste di sabbia che colpirono gli Stati Uniti centrali negli anni '30, oggetti appartenuti ai cowboy e naturalmente tante testimonianze sulla Mother Road. Infine, si arriva ad Amarillo, dove si possono esplorare gli edifici del Route 66 Sixth Street Historic District, esempio di architettura Spanish Revival, Art Déco e Moderne. Si consiglia una visita al Texas Route 66 Visitor Center per acquistare souvenir legati alla storia locale. Gli appassionati di motori troveranno irresistibile il Bill's Backyard Classics, che espone una collezione di auto d'epoca dal 1920 in avanti. Per cena, i più temerari possono affrontare la sfida della bistecca da 72 once al Big Texan Steak Ranch and Brewery: chi riesce a finirla in meno di un'ora, non la paga! Pernottamento.

  • Giorno 10

    AMARILLO – VEGA – ADRIAN – GLENRIO – TUCUMCARI (circa 180 km)
    Dopo aver lasciato Amarillo, si incontra una delle immagini più iconiche di tutta la Route 66: Cadillac Ranch, dove dieci Cadillac affondano nel terreno con il muso verso il basso, interamente ricoperte di graffiti. È consuetudine portare una bomboletta di vernice spray per lasciare il proprio segno sulle carrozzerie. Si prosegue in direzione di Vega, dove sorge la storica Magnolia Service Station, attiva dal 1920 al 1950 per rifornire i viaggiatori della Mother Road. Oggi ospita fotografie d'epoca, oggetti d'arredo delle stazioni di servizio e testimonianze orali che raccontano la storia dell'epoca. Arrivati ad Adrian, si raggiunge il Midpoint Café, celebre per le sue torte fatte in casa e per l'esatta metà del percorso della Route 66. L'atmosfera rétro è palpabile: il locale ha ispirato Flo's Diner nel film Cars della Pixar, e il personaggio di Flo si basa proprio sulla storica manager del locale. Si consiglia di immortalare il momento con una foto accanto all'insegna che indica la metà della strada e fare una sosta al Dream Maker Station Route 66 Souvenir and Gift Shop. Superata la metà della Route, si entra nel New Mexico con una sosta a Glenrio, cittadina fantasma che un tempo ospitava ristoranti, bar e hotel per i viaggiatori, oggi abbandonata dopo l'arrivo dell'Interstate 40 nel 1975. Nonostante ciò, il fascino del luogo resta intatto, con edifici che ancora raccontano la sua storia. Qui si trova anche il Russell's Truck and Travel Center, struttura attiva che ospita un museo di auto d'epoca a ingresso libero, con modelli iconici come Thunderbird, Mustang e Corvette, oltre a memorabilia di Hollywood e della Route 66. È presente anche un classico diner e un market. Si continua verso Tucumcari, famosa per i suoi cartelli al neon, simbolo dell'epoca d'oro della Mother Road. Oltre cinquanta murales colorati decorano la città, celebrando con immagini vivide il mito dell'asfalto. Durante la golden age della Route, questi neon attiravano i viaggiatori stanchi verso motel e ristoranti: oggi come allora, accompagnano l'arrivo in città per il pernottamento.

  • Giorno 11

    TUCUMCARI – SANTA ROSA – SANTA FE (circa 269 km)
    Lasciata Tucumcari, si prosegue in direzione di Santa Fe. Lungo il percorso si consiglia una sosta a Santa Rosa, dove si trova il Route 66 Auto Museum: oltre 30 auto d'epoca esposte celebrano l'evoluzione della cultura motoristica americana. La visita è un'immersione visiva nel mito della Route 66, con veicoli restaurati, memorabilia e ambientazioni evocative. Una volta entrati nel centro di Santa Fe seguendo il tracciato storico della Route 66, si può notare come molti edifici e attività commerciali siano rimasti in attività sin dagli anni Venti e Trenta: hotel,  motel e insegne vintage testimoniano la vitalità intatta della Mother Road in questo tratto. Santa Fe è una città straordinariamente ricca di cultura. Il Palazzo dei Governatori, costruito nel 1610, è l'edificio governativo più antico degli Stati Uniti ancora in uso. Sotto i suoi portici, come da tradizione secolare, artigiani nativi americani espongono e vendono gioielli realizzati a mano. Per un'esperienza culturale profonda si consiglia la visita al Georgia O'Keeffe Museum, che celebra la madre del Modernismo americano attraverso una ricca collezione di opere che esplorano il rapporto tra arte e paesaggio del Sud-Ovest. L'arrivo in hotel è previsto nel tardo pomeriggio o in serata. La permanenza a Santa Fe è di due notti.

  • Giorno 12

    SANTA FE
    Giornata interamente dedicata alla scoperta della città più antica del New Mexico, un crocevia di culture che unisce in modo unico influenze native, spagnole, messicane e americane. Il centro storico di Santa Fe si presta a una passeggiata a ritmo lento, tra piazze alberate, porticati di adobe e botteghe artigiane. Una tappa imperdibile è la suggestiva Loretto Chapel. Costruita nel 1878, divenne famosa per la sua misteriosa scala a chiocciola, realizzata da un falegname giunto senza preavviso e scomparso senza chiedere compenso. La scala, realizzata interamente a incastro senza supporti visibili e con un legno sconosciuto nella regione, continua ancora oggi a stupire architetti e ingegneri. La leggenda vuole che l'autore fosse San Giuseppe in persona, patrono dei falegnami, invocato in preghiera dalle suore rimaste senza accesso al coro. Merita una visita anche la San Miguel Chapel, considerata la chiesa più antica degli Stati Uniti continentali: risale all'inizio del Seicento e testimonia le radici profonde della presenza spagnola in questo territorio. Tempo libero per continuare a esplorare Santa Fe in autonomia o per gustare la rinomata cucina locale e i sapori ricchi del sud-ovest. Pernottamento.

  • Giorno 13

    SANTA FE – BERNALILLO – ALBUQUERQUE (103 km)
    Si lascia Santa Fe seguendo l'originale tracciato della Route 66 attraverso il Santa Fe Loop e l'Old Santa Fe Trail, che conducono lungo strade storiche e paesaggi punteggiati da architetture di adobe e testimonianze del passato coloniale spagnolo. Poco dopo l'uscita dalla città, si attraversa la zona nota come "Big Cut", nei pressi del pueblo di San Felipe: un taglio profondo 18 metri scavato nel 1909 a colpi di dinamite, pale e picconi, per permettere il passaggio della linea ferroviaria, poi integrata nel percorso della Route 66. Oggi è ancora possibile scorgerne i resti lungo l'autostrada. Lungo il tragitto si consiglia una sosta a Bernalillo, definita "il cuore storico del New Mexico", dove, presso il Coronado Historic Site, si trovano delle rovine precolombiane. Queste antiche abitazioni dei nativi raccontano la storia profonda e stratificata di questa regione. All'arrivo ad Albuquerque, si suggerisce di iniziare la visita dalla Old Town, fondata nel 1706: un incantevole quartiere storico con piazze coloniali, chiese, negozi di artigianato e gallerie d'arte. Per una comprensione più ampia della cultura dei popoli nativi del sud-ovest, vale la pena visitare l'Indian Pueblo Cultural Center, dedicato alle 19 tribù del New Mexico, tra danze tradizionali, arte, gastronomia e storia. Nel centro città si trova il “Neon Park” di Glorieta Station, un'installazione che raccoglie vecchie insegne al neon salvate da motel e diner lungo la Route 66, testimoni luminosi di un'epoca. Per cena, l'atmosfera autentica di Lindy's Diner è perfetta per chi vuole rivivere i fasti della Mother Road. Aperto nel 1929, è uno dei più longevi della storica highway e serve piatti classici americani e specialità new mexican. Pernottamento.

  • Giorno 14

    ALBUQUERQUE – GRANTS – CONTINENTAL DIVIDE – CHURCH ROCK – GALLUP (225 km)
    Si prosegue verso ovest lungo la Mother Road, attraversando paesaggi che sembrano sospesi nel tempo. Poco fuori Albuquerque si incontra il Rio Puerco Bridge, uno dei ponti più lunghi del New Mexico, parte del tracciato originale della Route 66, oggi aperto solo ai pedoni ma perfetto per una sosta fotografica. Si raggiunge Grants, dove ci si può fermare per attraversare in auto il suggestivo Route 66 Drive-Thru Arch: un'insegna alta 5 metri decorata con fiamme, luci al neon e il classico scudo Route 66, pensata come scenografico punto selfie. Poco dopo, si tocca il Continental Divide, il punto di spartiacque naturale del continente americano a 2.209 metri di altitudine. Qui, le piogge si dividono: quelle a est scorrono verso l'Atlantico, quelle a ovest verso il Pacifico. Proseguendo, ci si può fermare al Red Rock Museum a Church Rock, che custodisce una raffinata collezione di arte e gioielli dei popoli nativi americani. L'ambiente circostante è segnato da rocce infuocate e canyon che ricordano le radici profonde di questa terra. Arrivo a Gallup, tappa finale della giornata e crocevia culturale ricco di eredità indigene. Si consiglia una visita al Navajo Code Talker Museum, dedicato agli eroi nativi che, durante la Seconda Guerra Mondiale, usarono la loro lingua madre come codice segreto per le comunicazioni militari. Altro luogo d'interesse è il Gallup Cultural Center, ospitato nello storico deposito ferroviario della Santa Fe: un centro espositivo interamente dedicato alla cultura e alle tradizioni delle tribù locali. Per chi volesse portare con sé un autentico ricordo, la Bill Malone Trading Company propone gioielli, dipinti e tappeti artigianali realizzati da artisti nativi. Pernottamento.

  • Giorno 15

    GALLUP – MENTMORE – PETRIFIED FOREST NATIONAL PARK – HOLBROOK – JOSEPH CITY – WINSLOW (230 km)
    Lasciata Gallup, si consiglia una sosta al Manuelito Visitor Center, a Mentmore: un punto panoramico con informazioni sulla storia della Route 66 nel New Mexico. Il viaggio prosegue verso ovest fino al Petrified Forest National Park, l'unico parco nazionale attraversato dalla Route 66. Il suo nome deriva dalle grandi concentrazioni di legno fossile risalente a circa 225 milioni di anni fa. Il parco è anche noto per i fossili dell'era Triassica e include il meraviglioso Painted Desert, dove affioramenti rocciosi si tingono di sfumature rosse e lavanda, creando paesaggi cromaticamente sorprendenti. Proseguendo verso Holbrook, si consiglia una visita al Gillespie Park, dove si trovano una scultura in bronzo di dinosauro e un murale dedicato alla vita dei pionieri del West. Da qui si raggiunge Joseph City e il leggendario Jack Rabbit Trading Post, celebre punto di ristoro lungo Route 66, reso famoso nel 1949 da una lunga serie di cartelloni che da tutto il Midwest contavano i chilometri mancanti al traguardo. Imperdibile la foto accanto al jackrabbit gigante con il cartello “HERE IT IS”. La giornata si conclude a Winslow, AZ. Gli appassionati degli Eagles riconosceranno subito lo Standin' on the Corner Park, tributo al celebre brano Take It Easy, scritto da Jackson Browne e Glenn Frey. Pernottamento.

  • Giorno 16

    WINSLOW – FLAGSTAFF (89 km)
    La giornata comincia lasciando Winslow in direzione di Flagstaff, con una tappa consigliata al suggestivo Barringer Crater, anche noto come Meteor Crater. Si tratta di un cratere da impatto formatosi circa 50.000 anni fa, tra i meglio conservati al mondo. È possibile camminare lungo il bordo del cratere, visitare il centro espositivo, osservare un frammento del meteorite e scoprire come questa zona sia stata utilizzata come campo d'addestramento per gli astronauti delle missioni Apollo. Si prosegue quindi verso la cittadina montana di Flagstaff, dove è previsto l'arrivo nel tardo pomeriggio. Dopo il check-in in hotel, si consiglia una sosta al Flagstaff Visitor Center, situato nella storica stazione ferroviaria, dove trovare souvenir, mappe, articoli artigianali locali e memorabilia a tema Route 66. Lo staff del centro fornisce anche suggerimenti e informazioni utili per scoprire i luoghi meno noti della zona. Da qui si può esplorare il Flagstaff Historic District, con i suoi edifici iconici, le insegne al neon e l'atmosfera di  un tempo. È disponibile anche un tour autoguidato audio chiamato “Walk This Talk”, introdotto da Ted Danson, attore cresciuto in città: l'itinerario segue il tracciato originale della Route 66 nel centro storico. In alternativa, si può percorrere a piedi la Route 66 Trail, un percorso urbano che collega il deposito ferroviario al lato est della città, offrendo uno sguardo autentico sul vissuto locale lungo la Mother Road. Pernottamento.

  • Giorno 17

    FLAGSTAFF
    Flagstaff si trova in una regione ricca di meraviglie naturali e costituisce un'ottima base per partire alla scoperta dei suoi dintorni. La giornata può iniziare con l'esplorazione delle alture che circondano la città: chi lo desidera può avventurarsi in escursione verso Humphrey's Peak, la vetta più elevata dell'Arizona, oppure visitare il Sunset Crater, un vulcano inattivo il cui paesaggio lunare affascina da secoli. Poco lontano si trovano anche le antiche abitazioni rupestri del Walnut Canyon e i pueblos ben conservati del Wupatki National Monument, testimonianza delle culture precolombiane del sud-ovest. Non può mancare, in una giornata dedicata alla natura, un'escursione al Grand Canyon, facilmente raggiungibile da Flagstaff. Questa gola immensa, profonda oltre un chilometro, regala scorci mozzafiato lungo il suo margine sud. Chi desidera ammirarlo da una prospettiva diversa può optare per un emozionante sorvolo in elicottero, ideale per apprezzare l'ampiezza e la maestosità di questa meraviglia naturale. Pernottamento.

  • Giorno 18

    FLAGSTAFF – WILLIAMS – ASH FORK – SELIGMAN – KINGMAN (237 km)
    Si lascia Flagstaff puntando verso ovest lungo la Route 66. La prima tappa è Williams, dove un murale celebra il fatto che questa fu l'ultima città del tracciato storico a essere bypassata dalla Interstate 40, nel 1984. Qui è possibile visitare il Pete's Route 66 Gas Station Museum, una stazione di servizio restaurata del 1949, oggi trasformata in un piccolo museo dedicato alla Mother Road, con memorabilia d'epoca e oggetti legati agli anni d'oro delle pompe di benzina americane. Si prosegue verso Ash Fork, dove l'Ash Fork Route 66 Historic Museum racconta la storia della città attraverso le sue radici ferroviarie, le cave di pietra arenaria e un'interessante collezione di oggetti. Il museo ospita anche una Ford Model T del 1926, simbolo della mobilità negli anni pionieristici della Route 66. La tappa successiva è Seligman, conosciuta come la “culla della Route 66 storica”. Qui il barbiere locale Angel Delgadillo, soprannominato “il padrino della Route 66”, ha avuto un ruolo decisivo nella rinascita turistica del tracciato, fondando l'Historic Route 66 Association of Arizona. Grazie a lui e ad altri attivisti, l'Arizona fu il primo Stato a dichiarare la Route 66 patrimonio storico. È possibile visitare l'Angel & Vilma Delgadillo's Route 66 Gift Shop and Visitor Center, un vero e proprio museo popolare ricco di oggetti d'epoca, immagini e racconti. Arrivati a Kingman, la giornata si può concludere con la visita al Arizona Route 66 Museum, che narra l'evoluzione della strada attraverso i decenni, dai carri trainati fino alle auto d'epoca. Nella stessa area è possibile visitare anche il Kingman Railroad Museum. Poco fuori dal centro, la Hackberry General Store è una vera icona della Route 66: insegne d'epoca, pompe di benzina vintage e una collezione di veicoli degli anni '50 e '60 fanno da sfondo a una sosta fotografica imperdibile. Pernottamento.

  • Giorno 19

    KINGMAN – OATMAN – NEEDLES – AMBOY – NEWBERRY SPRINGS – BARSTOW (330 km)
    Si parte da Kingman percorrendo uno dei tratti più scenografici e cinematografici della Route 66, dove si ha l'impressione di guidare in un vecchio western. La prima tappa è Oatman, celebre per i suoi asinelli selvatici, i “burros”, che girano liberi tra le strade del villaggio e sembrano abituati a rubare la scena. Oltre ai numerosi negozi e locali, la cittadina offre rievocazioni di sparatorie western, inscenate regolarmente per strada da attori in costume. Superato il confine con la California, si raggiunge Needles, dove l'Historic Route 66 California Gateway Site segna simbolicamente l'ingresso nello Stato. L'area offre tavoli da picnic, un punto informativo e un libro firme. È una pausa piacevole per conoscere meglio la regione. La strada continua verso Amboy, dove l'insegna al neon di Roy's Motel & Café è visibile da chilometri. Questo locale storico è comparso in film e videoclip musicali, ed è stato frequentato anche da star come Harrison Ford e Anthony Hopkins. Poco dopo, si raggiunge Newberry Springs, dove si può fare una sosta al leggendario Bagdad Café, celebre location cinematografica dell'omonimo film cult. Ancora oggi accoglie i viaggiatori con un'atmosfera sospesa nel tempo. Arrivo infine a Barstow, nel cuore del Deserto del Mojave. La città ospita il Route 66 Mother Road Museum, dove si trovano auto d'epoca, fotografie storiche e oggetti legati ai decenni d'oro della Mother Road. Il museo rappresenta un tuffo nel passato per chi vuole scoprire l'anima autentica della strada più famosa d'America. Pernottamento.

  • Giorno 20

    BARSTOW – ORO GRANDE – VICTORVILLE – CAJON PASS – SAN BERNARDINO – RANCHO CUCAMONGA – PASADENA – SANTA MONICA (215 km)
    Da Barstow si riparte lungo la Route 66 per l'ultima, emozionante tappa del viaggio. La prima sosta è a Oro Grande, presso l'originale Elmer's Bottle Tree Ranch, una singolare installazione artistica composta da “alberi” di bottiglie di vetro colorato sospese su strutture metalliche: un piccolo museo a cielo aperto, eccentrico e poetico. Proseguendo verso sud-ovest si raggiunge Victorville, dove ad accogliere i visitatori c'è un'insegna storica che la classifica come Old Town Route 66. Qui si consiglia una pausa al celebre Emma Jean's Holland Burger Café, aperto nel 1947 e rimasto fedele all'estetica anni Cinquanta: piatti casalinghi, pareti tappezzate di targhe d'epoca e una seduta ricavata dal cassone di un vecchio pickup Chevy. Sempre a Victorville, si può visitare il California Route 66 Museum, un'ex caffetteria resa celebre anche da un'apparizione in The Jazz Singer con Neil Diamond. All'interno, esposizioni interattive raccontano la storia della Route, inclusi un modello Ford T del 1917 e una riproduzione di una tipica tavola calda anni '50. Si continua lungo la strada attraverso il Cajon Pass, valico montano tra i monti San Gabriel e San Bernardino, a 1.150 metri di altitudine. Attraversato per secoli da nativi, pionieri e commercianti, il passo rappresenta ancora oggi una suggestiva connessione tra il deserto del Mojave e la California costiera. A San Bernardino, si incontra un luogo iconico: il Museo del Primo McDonald's, costruito nel punto in cui aprì il primo ristorante della catena nel 1940. All'interno si trovano cimeli originali e curiosità legate alla storia di uno dei marchi più noti al mondo. Tappa successiva è Rancho Cucamonga, per ammirare la Cucamonga Service Station, stazione di servizio in stile anni '30 oggi trasformata in museo. Perfetto esempio di recupero storico, conserva esterni e interni d'epoca con oggetti e fotografie legati alla Mother Road. Da qui si raggiunge Pasadena, dove spicca l'elegante Colorado Street Bridge, ponte ad arco in cemento armato costruito nel 1913 e, all'epoca, il più alto del mondo nel suo genere. Attraversarlo è simbolicamente il preludio all'ingresso a Los Angeles. Infine, la Route 66 conduce al traguardo simbolico del viaggio: il Santa Monica Pier. Qui ci si può fermare per una foto davanti al celebre cartello “End of the Trail”, fare un giro sulla ruota panoramica, camminare lungo il pontile affacciato sull'oceano o rilassarsi sulla spiaggia di Santa Monica. Pernottamento a Venice Beach.

  • Giorno 21

    LOS ANGELES
    Ultima giornata dedicata alla scoperta della città simbolo dell'immaginario cinematografico americano: Los Angeles, soprannominata “The Entertainment Capital of the World”. Che si voglia vivere l'adrenalina dei grandi parchi tematici, la rilassata atmosfera della California costiera o ripercorrere i set dei film cult, Los Angeles sa sempre come stupire. Si consiglia di esplorare l'eclettico quartiere di Venice Beach, cuore bohémien e creativo della città: qui si può passeggiare sul lungomare affollato da artisti di strada, negozi vintage e gallerie, oppure osservare gli atleti di Muscle Beach, la celebre palestra all'aperto diventata iconica grazie ad Arnold Schwarzenegger. Per una vista mozzafiato sull'intera città, si può optare per una camminata fino all'Hollywood Sign, simbolo indiscusso della città. Una volta giunti a Hollywood, impossibile non cercare la propria star preferita lungo la Hollywood Walk of Fame, vedere le impronte di mani e piedi nel cemento del TCL Chinese Theatre e, per i più curiosi, partecipare a un tour delle ville delle celebrità sparse sulle colline di Beverly Hills. Gli appassionati di cinema e serie TV non possono perdere il Universal Studios Hollywood, con il celebre Studio Tour che consente di esplorare set, retroscena e effetti speciali delle produzioni cinematografiche più famose. Attrazioni immersive e spettacoli dal vivo completano l'esperienza. In alternativa o in aggiunta, si può visitare l'intramontabile Disneyland ad Anaheim, a circa un'ora di distanza.

  • Giorno 22

    LOS ANGELES
    Tempo libero fino al momento di riconsegnare l'automobile in aeroporto.

IL PROGRAMMA INCLUDE:

  • 21 pernottamenti in hotel di categoria standard
  • Noleggio dell'autovettura prescelta inclusa delle assicurazioni obbligatorie di base. Invitiamo a coordinarsi con il Team di riferimento presso Idee Per Viaggiare per analizzare eventuali polizze assicurative supplementari ma non obbligatorie e di prendere visione del documento di sintesi relativo all'autonoleggio in USA

IL PROGRAMMA NON INCLUDE:

  • Ingressi alle attrazioni e ai Parchi Nazionali
  • Tutto quanto non espressamente indicato nella sezione "Il programma include"

CONDIZIONI DI NOLEGGIO NEGLI STATI UNITI E CANADA

Requisiti di noleggio:

Patente italiana in corso di validità (non sono accettati fogli provvisori sostitutivi)
Passaporto in corso di validità
Carte di credito. Accettate le maggiori carte di credito tradizionali (con i numeri in rilievo) dell'intestatario del noleggio auto. Non è possibile dare quale garanzia carte di credito diverse da quella dell'intestatario della prenotazione.
Attenzione: verificare al momento della prenotazione se carte diverse dal "tradizionale" sono accettate (es: Visa Electron o carte prepagate).
Età minima del noleggiante: 21. Per i minori di 25 anni è previsto un supplemento che varia a seconda della tipologia di auto e dello Stato dove viene noleggiata l'autovettura. I veicoli noleggiati negli USA non possono transitare in Messico in quanto la copertura assicurativa non è riconosciuta e non può essere stipulata in questo Paese.
Tasse: negli USA le tasse variano da Stato a Stato e talvolta esistono anche differenze tra città dello stesso Stato. Le tasse possono variare dal 5% fino al 20%.

Spiegazione del Drop Off
È prevista una tassa per rilascio autovettura in località diversa da quella del ritiro.
Il supplemento varia a seconda della distanza tra le città di ritiro e città di rilascio.
Oltre al pagamento del drop off ci saranno delle tasse da confermare al momento della prenotazione.
Nei periodi di alta stagione, in alcune località potrebbe esserci delle variazioni nelle categorie (da verificare all'atto della prenotazione).
Negli Stati dell'Ovest non è possibile effettuare noleggi One-Way (Drop-Off obbligatorio) con auto cat. A.

Le date indicate nel calendario sono quelle di inizio del Tour/Mini Tour nella destinazione.
Ogni Tour e Minitour può essere combinato con altri prodotti.

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