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Cosa fare in Colombia
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Cosa fare in Colombia

La Cordigliera Andina, le sterminate piantagioni di caffè e la foresta amazzonica, due oceani, l’Oceano Pacifico e il Mar dei Caraibi, metropoli e villaggi, il calore e la fantasia di un popolo accogliente e variegato, la colorata esuberanza di fiori, piante e animali dei suoi oltre trenta Parchi Nazionali, delle facciate delle case delle città coloniali: scopri la Colombia con i nostri consigli.

Bogotà, la capitale, non è semplicemente il punto di partenza del tuo viaggio: è una città affascinante, cosmopolita, dinamica. Ad una altitudine di 2.640 metri, la puoi abbracciare con lo sguardo dal Cerro de Monserrate: questa metropoli ha riempito gli spazi di un antico lago d’alta quota, un fluido urbano sgorgato da un antico insediamento coloniale, ora esteso per 33 chilometri da Sud a Nord e 16 chilometri da oriente a occidente, a lambire le pendici delle montagne che circondano l’altopiano. In città, comincia la tua visita con il centro storico, il quartiere de La Candelaria, con Plaza Bolívar, le stradine di pietra e le abitazioni colorate che conservano la sua storia e la sua identità. Non perdere una visita al Museo Botero, con le opere del più famoso artista colombiano e con pezzi della sua collezione, quali alcuni Picasso, Renoir, Dalí, Matisse, messi gratuitamente a disposizione del pubblico. Il Museo del Oro ti offre invece una fulgida prospettiva sulla storia precolombiana e delle civiltà Calima, Muisca, Quimbaya, Zenù, Tayrona e di San Agustin.

A breve distanza dalla città, nel municipio di Zipaquira, hai la possibilità di immergerti nelle viscere della terra per una esperienza estetica ed estatica: la Cattedrale di Sale, a 180 metri nel sottosuolo, ti catapulta nella fantasia, con i suoi tunnel, le sue sculture e la sua illuminazione, che modella gli spazi pieni e gli spazi vuoti, quasi fosse parte dell’architettura.

Villa de Leyva è un’altra tappa fondamentale del tuo viaggio alla scoperta della Colombia: nelle sue strade lastricate, con le casette basse dalle facciate bianche, nella sua grande piazza, eredità coloniale, percepisci una tranquillità rara. Visitarla in agosto ti consente di vederla riempirsi dei colori degli aquiloni, per il suo Festival del Viento y Las Cometas.

A Ovest di Bogotà, non perdere l’esperienza nelle atmosfere dell’Eje Cafetero, l’Asse del Caffè, annoverato dall’UNESCO fra i paesaggi culturali da tutelare. L'area, che attraversa i dipartimenti di Caldas, Quindío, Risaralda e il Nord della Valle del Cauca, e che comprende cittadine affascinanti come Pereira, Armenia e Manizales, vive ai ritmi delle piantagioni: ci si muove su agili jeep, i cui colori vivaci spiccano nel verde brillante delle distese di piante di caffè che ricoprono i morbidi rilievi della zona. Da queste suggestive montagne nasce un caffè di ottima qualità, riconosciuto in tutto il mondo: sorseggiarlo qui ha un gusto impareggiabile.
Nella regione del Quindio, a pochi chilometri dalla cittadina di Salento, trovi anche il paesaggio onirico della Valle del Cocora: qui le palme da cera, le più alte del mondo, si slanciano verso l’alto fino ad accarezzare le nubi, vigilano sui pendii stagliandosi contro il cielo, schierate lungo i crinali delle montagne.

Medellín, la seconda città della Colombia, è un’altra tappa imprescindibile del tuo viaggio. Negli anni 80 era ritenuta una delle città più pericolose al mondo, regno di “El Patrón” Pablo Escobar ed epicentro del narcotraffico, ora è una città innovativa e colorata e ha vissuto un incredibile riscatto sociale. Ora è possibile rilassarsi o passeggiare fra le opere di Botero, nel Parque San Antonio, o raggiungere l’un tempo famigerato quartiere di Comuna 13, coloratissimo di graffiti, con un sistema di scale mobili alimentate a energia solare.

Scopri anche il fascino di Cartagena, la cui chilometrica cinta muraria, Patrimonio UNESCO, custodisce un mondo di colori vivacissimi: quelli delle case e quelli della frutta esotica, passando per le tonalità dell’acqua del mare dei Caraibi. Nella città vecchia, nelle zone di San Diego e La Matuna, dove il passato coloniale rimane evidente, gioca a collezionare foto dei portoni delle abitazioni: spesso dipinti in tinte accese, hanno battenti originalissimi, che rappresentavano lo status e l’occupazione delle antiche famiglie.

Sulla costa caraibica trovi anche la città di Santa Marta, antica e romantica, distesa tra montagne e mare. Entrambe le città sono un buon punto di partenza per goderti un soggiorno caraibico a tutti gli effetti, magari scegliendo piccoli paradisi come la Isla Barù, con le sue spiagge bianche e le sue acque tranquille, o le selvagge meraviglie naturali del Parque Tayrona, fra sabbia dorata e foreste tropicali.
Santa Marta è anche un buon punto di partenza per un trekking alla scoperta della Città Perduta di Teyuna, sito archeologico Patrimonio UNESCO. Conosciuta anche come El Infierno Verde, è abbarbicata fra le montagne della Sierra Nevada de Santa Marta, immersa in una intricatissima foresta che dovrai risalire a piedi, come i primi scopritori, che negli anni Settanta giunsero qui seguendo migliaia di gradini fino a grandi terrazzamenti, dove si svolgeva la vita quotidiana di questa antica civiltà.

Se ti appassionano i misteri, e preferisci un’avventura più accessibile, il Parco Archeologico di San Agustín, Patrimonio UNESCO nella Colombia meridionale, è una meta da non perdere. Le sue grandi sculture di aquile e giaguari, rane e lucertole, di belve antropomorfe e di uomini sormontati da animali, ieratici e ferini nei loro ghigni smisurati, solleticano la tua immaginazione: quali erano le abitudini di questa antica civiltà, che vedeva il divino nella natura intorno a sé?

Bisogna però ammettere che vedere il trascendente nella natura viene istintivo, in certi paesaggi colombiani. Ad esempio, è così in un luogo surreale come il Deserto de la Tatacoa, dove gli agenti atmosferici hanno modellato catene montuose in miniatura, di color rosso ruggine, e dove il vento sembra sollevare dal terreno degli immoti fantasmi di pietra.
Oppure in Amazzonia, nei pressi di Leticia, ai confini con Brasile e Perù, dove la vita brulica, dove ogni fruscio, ogni ramo spezzato, ogni stormire di foglie ti ricorda che non sei solo, Qui si trovano pappagalli e scimmiette, colibrì e giaguari, ma anche anaconde, piranha, e delfini rosa, che guizzano nelle acque dolci dei laghi di Tarapoto.
Anche il Parco Nazionale di Chicamocha ti si rivela in tutta la sua imponenza, modellato da forze naturali che sembrano frutto di una fantasia non terrena: questo canyon profondo duemila metri, lungo 227 chilometri, il secondo più esteso del mondo, custodisce le reliquie fossili degli animali preistorici che lo hanno abitato, vissuti centinaia di migliaia di anni fa. Se vuoi attraversarlo, devi volare: solo librandoti in parapendio o approfittando della comoda funivia che ne percorre i versanti percepisci la maestosità delle sue proporzioni.

Un viaggio in Colombia, poi, non può prescindere dal gusto. Una sconfinata varietà di tamal, polpettine di polenta ripiene di ingredienti dolci o salati, di arepa, pane di mais dalle mille varianti locali, di sostanziose zuppe, di frutta tropicale: quale luogo migliore per sperimentare tutti questi sapori se non a Silvia, nel tradizionale mercato indigeno del martedì, o alla vicina Popayán, bel centro di origine coloniale nella lista UNESCO delle città che si distinguono per la creatività nella gastronomia? Nella zona di Bogotà assaggia poi l’ajiaco, una zuppa a base di pollo, di mais, di tre diverse varietà di patate, insaporita con foglie di guasca, capperi e panna. Nella zona di Medellín misurati con le dimensioni generose del succulento piatto dei lavoratori delle piantagioni, la bandeja paisa, che affianca fagioli, riso, carne macinata, chorizo, uova fritte, arepa e patacón di platano fritto, insieme alla nota vegetale di avocado e pomodori. Nel Caribe, poi, non perdere il pesce, rigorosamente fritto o marinato, sotto forma di ceviche. Ai palati più curiosi sono dedicati il chocolate con queso, cioccolata calda che sorprende con l’abbinamento al formaggio, e le hormigas culonas, grandi formiche fritte tipiche di Barichara, da sgranocchiare passeggiando fra chiostri con giardini, strade lastricate e belle costruzioni di pietra.

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