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Alla scoperta dei relitti sommersi
Alla scoperta dei relitti sommersi

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Alla scoperta dei relitti sommersi

Aruba non è forse la prima isola che sovviene quando si pensa alle immersioni subacquee nell’area dei Caraibi: Bonaire, Grand Cayman o Puerto Rico, forse, occuperebbero più facilmente un gradino del podio di questa ipotetica classifica. Ma c’è da ricredersi: la splendida isola di Aruba non possiede solo gioielli di spiagge ma anche vere perle sotto il pelo dell’acqua! Tra i colori scintillanti dei pesci tropicali e coralli dalle sinuose architetture, sui fondali di Aruba giacciono diversi relitti, che negli ultimi anni hanno attirato l’attenzione di un numero sempre maggiore di visitatori, conquistati dalla magia di un’avventura subacquea insolita!

Per chi sogna queste esperienze, Antilla, Pedernales, Debbie II, Star Gerren, sono solo alcuni dei tanti punti di interesse da ricordare: il loro nome è quello delle imbarcazioni che furono, a memoria di quando solcavano mari e oceani. Per comprendere perché questi relitti si trovino nelle acque di Aruba, è importante sapere che l’isola, caratterizzata nei secoli da turbolente vicende coloniali, soprattutto durante la prima metà del Novecento commercializzava minerali utili alla produzione di armi, determinanti nel corso dei conflitti mondiali. Per questo motivo, pur lontana centinaia di chilometri dai campi di battaglia, è stata un luogo di scontro tra diversi stati contendenti.

In particolar modo lo testimonia la storia della SS Antilla, uno dei i più grandi relitti che giacciono sui fondali dei Caraibi. Con i suoi 122 metri di lunghezza, era una nave da carico tedesca che affondò nel 1940 dopo che la Germania invase l’Olanda, all’indomani dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale: l’equipaggio le diede fuoco pur di non consegnarla al nemico. Ora si trova, in ottimo stato di conservazione, a 17 metri di profondità, a una decina di minuti di barca dalla riva al largo della costa Nordoccidentale dell’isola di Aruba.
Il Perdernales, invece, era una delle quattro petroliere silurate da un sottomarino tedesco nel 1942: oggi i suoi resti, a 8 metri di profondità, sono popolati da pesci e coralli.

Fra i siti di immersione di Aruba, dove storia e natura si intrecciano fra i relitti, spiccano anche i cosiddetti Renaissance Airplane, due aerei adagiati sui fondali al largo dell’isola di Renaissance e tutti da ammirare! Si tratta di due aerei affondati proprio per offrire ai sub la possibilità di esplorare ambienti unici, di cui la natura sottomarina si è impadronita negli anni. Sul primo gli esperti sono in disaccordo: potrebbe trattarsi di un Convair 240 o di un DC-3. Certo è che si tratti di un aereo sequestrato alla fine degli anni Ottanta dalle forze dell’ordine perché impiegato per traffici illeciti, affondato perché diventasse un supporto per la barriera corallina. Esposto al lavorio degli agenti atmosferici, ora è ridotto in grossi frammenti.
È invece pressoché intatto l’YS-11, di produzione giapponese, un tempo parte della flotta di Air Aruba. Sembra pronto a decollare dalle acque del mare, dai suoi 27 metri di profondità.

Ogni immersione prevede un grado di difficoltà diverso, e in alcuni casi puoi esplorare i relitti anche al loro interno, Rivolgiti a un centro specializzato e lasciati accompagnare sul fondo del mare di Aruba: l’emozione di esplorare un Titanic caraibico non ti deluderà!

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