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Namibia: un po' di storia
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Living Namibia

Namibia: un po' di storia

I primi abitanti dell'Africa meridionale furono i San, un popolo nomade organizzato in grandi gruppi familiari e in grado di adattarsi alle condizioni territoriali più difficili. I gruppi Khoi-khoi provenienti dal Sud, rimpiazzarono gradualmente i San, e mantennero il dominio in Namibia fino al 1500 d.C. circa. In un periodo compreso tra 2300 e 2400 anni fa, i primi Bantu si insediarono sugli altipiani della Namibia centro-meridionale. Il loro arrivo segnò la comparsa delle prime strutture tribali nelle società dell'Africa meridionale.

La Namibia, per via delle sue coste tra le più aride e inospitali al mondo, fu a lungo ignorata dagli esploratori europei. I primi visitatori furono dei marinai portoghesi in cerca di una rotta per le Indie, verso la fine del XV secolo.

Nel XIX secolo la Namibia venne annessa alla Prussia, fatta eccezione per l'enclave di Walvis Bay, di cui gli Inglesi si impossessarono nel 1878. Nei primi anni del '900 furono scoperte le miniere di diamanti nella zona tra Lüderitz e il fiume Orange. In un batter d'occhio, le autorità tedesche dichiararono l'intera zona proibita, così da poterla sfruttare appieno. Il dominio tedesco terminò con la Prima Guerra Mondiale.

Il Sudafrica ottenne dalla Società delle Nazioni un mandato per l'amministrazione del territorio (allora noto come West South Africa), rinnovato dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma l'organizzazione rifiutò di sancire la completa annessione del paese al Sudafrica. Il governo sudafricano strinse però la propria presa sul territorio e, nel 1949, garantì la rappresentanza parlamentare alla popolazione bianca. La maggior parte delle tenute della Namibia venne suddivisa in 6000 fattorie di proprietà dei coloni bianchi, mentre i lavoratori neri vennero confinati con le loro famiglie nelle "riserve". La maggior parte degli abitanti della Namibia fu destinata ai lavori forzati fin dall'annessione da parte della Germania, e questo fu uno dei principali fattori scatenanti delle dimostrazioni di massa e dell'intensificarsi del sentimento nazionalista verso la fine degli anni '50.

Verso la fine degli anni '60 la maggior parte di questi partiti era riunita nella South West Africa People's Organisation (SWAPO), che portò la difficile problematica dell'occupazione sudafricana all'attenzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Le pressioni del Consiglio di Sicurezza non ebbero alcun esito, ma nel 1966 l'ONU votò la sospensione del mandato sudafricano e istituì il Council for South West Africa, cui affidò l'amministrazione del territorio.

Nel novembre del 1989, sotto la supervisione dell'ONU, vennero indette le prime elezioni, nelle quali la SWAPO ottenne una netta maggioranza. Nel febbraio del 1990 venne adottata una costituzione e il mese seguente venne proclamata l'indipendenza, sotto la presidenza del leader della SWAPO Sam Nujoma. Dopo anni di guerriglie, ribellioni e violenze indicibili, nel novembre 2004 in Namibia si sono svolte le elezioni presidenziali e dell'Assemblea Nazionale. L'affluenza alle urne è stata molto alta.

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